Caro visitatore mi presento. Sono Antonio Torchia, nato a Casabona (Crotone) il 23 giugno 1947; ho tre figli e tre nipotini stupendi che mi danno la forza di continuare nel mio impegno sociale e politico ispirato alla ricerca del bene comune.
La mia “formazione” sociale e politica comincia negli anni '60 quando la mia famiglia emigrò a Torino, perché pur essendo poveri, abbiamo condiviso quel poco che avevamo con altri amici, meno fortunati di noi e c’era sempre un posto a tavola e un letto per dormire per chiunque avesse “bussato” alla nostra porta per chiedere ospitalità; senza distinzioni di razza, religione o ceto sociale.
Fu così che cominciai a prendere coscienza delle problematiche sociali in un contesto storico particolarmente difficile e conflittuale; ma al tempo stesso pieno di speranza per un futuro migliore.
I principi ispiratori che hanno sempre caratterizzato il mio impegno sociale e politico sono: la difesa della vita; la tutela della dignità della “persona” con i suoi Valori etici e morali inalienabili, sostegno e tutela della famiglia (diritto al minimo vitale), la tutela dei minori (dalla TV spazzatura e dai messaggi subliminali).
Nel periodo 1965/67, insieme ad altri quattro amici, impegnati nelle attività dell’Oratorio della Parrocchia del Santissimo Redentore, ho partecipato alla costituzione del primo Comitato di Quartiere di Mirafiori Nord; grazie anche alla collaborazione di un gruppo di Boy Scout, tra cui mia sorella Angela (Linda) che era molto attiva nella Lega del Filo d’Oro e i Focolarini di Torino.
Da quel momento cominciai ad appassionarmi alla grande “politica del fare”, come si dice oggi; smisi perciò di leggere la… Gazzetta dello Sport e iniziai a leggere la …Gazzetta Ufficiale e Provincia Cronache (l’equivalente del Bollettino Regionale).
Negli anni successivi, come delegato sindacale, ho partecipato al primo Riassetto degli Enti Locali per ridefinire l'assetto organizzativo economico e funzionale del personale del Comune di Torino.
Per quanto concerne la mia attività di consigliere comunale a Beinasco, mi limito a ricordare solo alcune battaglie significative a tutela degli interessi della comunità. In sede di approvazione del bilancio previsionale 1985/90 ho chiesto e ottenuto la modifica del bilancio stesso affinché venisse stanziata la somma di 500 milioni di lire per realizzare i primi cantieri di lavoro per disoccupati per un importo complessivo di un miliardo e mezzo di vecchie lire. I cantieri di lavoro venivano finanziati dalla Regione e dalla Provincia per un terzo ciascuno; mentre il Comune doveva coprire solo un terzo del costo complessivo del progetto. Nel Consiglio di Distretto Scolastico, in rappresentanza del Comune di Beinasco, ho proposto di avviare, in via sperimentale, laboratori di informatica e di lingua inglese nelle classi 4^ e 5^ Elementare.
Ho bocciato, con una buona dose di “incosciente” coraggio, le richieste di autorizzazione al “subappalto” … con conseguenze e ripercussioni, non solo politiche, che lascio ad ognuno immaginare.
Dal 2002 sono impegnato con l’AIFVS (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada - Delegazione Torino Nord); sono responsabile del Progetto Educazione alla Sicurezza Stradale e ho collaborato con il Forum del Volontariato per divulgare nelle scuole superiori i concetti fondamentali della Sicurezza Stradale in termini prevalentemente di prevenzione.
Credo sia arrivato il momento di tornare alla politica del dialogo e di ritrovare i valori fondanti della nostra Civiltà Cristiana, mettendo la “persona” e i suoi valori al centro della politica. Un ritorno al “passato” per guardare al “futuro” delle nuove generazioni con ottimismo.
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